Danny's profileDanny Giuffrida (Lomiòn)PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 22

    Quelli che tutti chiamano: Vita

    Quelli che tutti chiamano la cosa più bella del mondo:

    “VITA” 

     

    Quanto mi sento solo; mi sento senza nessuno a fianco, mi sento come un povero cagnolino lasciato sotto la pioggia in una fredda notte d’inverno, mi sento come un albero in mezzo al deserto…, mi privato di quella giusta amicizia che mi possa aiutare a vincere questa stupida e insensata tristezza.

    Numerose sono le tempeste che si abbattono tra i meandri della mia testa e allo stesso modo sono numerosi i pensieri che formulo per evadere da questa falsa prigione di desideri.

    Vivo chiuso in una gabbia, alla ricerca che qualcuno apra questa maledettissima galera e mi faccia evadere all’insaputa dei poliziotti che continuano a puntarmi ripetutamente il fucile contro il mio petto ormai denudato della personalità che un tempo lo vestiva.

    Vivo di ricordi, pensieri e desideri che fuori emergono al sol pensiero della ragazza dei miei desideri e di progetti che desidero compiere pur sapendo che forse non ci riuscirò mai.

    Anche gli amici che definivo “amici” adesso sono diventati compagni, non ti cercano più, non ti cercano neanche per domandarti il tuo stato d’animo non ti cercano neanche per domandarti come vivi la vita o meglio per dirti quel caloroso e anche a volte falso “ti voglio bene”.

    Si vive per vivere, si vive per rimpiangere le cose che più desideri, si vive per vedere il mondo crollare;… crollare a causa dell’ipocrisia, dell’invidia, dell’avarizia, della superbia, della gelosia che continuamente continuano a tartassare il suo candido ma ormai distrutto suolo terriero.

    Si vive per far finta di non morire, si vive per far piacere agli altri… ma alla fine, dopo esser riuscito a far soleggiare il sorriso su un volto di una persona tu che cosa hai ottenuto? Non hai ottenuto un bel niente, non otterrai mai niente sennò uno stupidissimo grazie, un grazie falso detto con falsità e con la maschera dell’ipocrisia.

    Nulla è gratuito e nulla è bello sennò quel bastardo desiderio che secondo te per tutta la vita risulterà irraggiungibile. Nulla è facile, neanche la vita che forse un tempo, quando ancora eri in fasce, sembrava la cosa più facile del mondo!

    Il mondo gira ed è una ruota… una ruota un domani destinata a fermarsi.

    May 20

    Una canzone per lei...

    Una canzone

    per non dir la verità…

     

    un bacio alla ragazzina più dolce che io abbia mai conosciuto!!!

     

    Questa canzone la dedico alla ragazza più dolce del mondo, a quella ragazza con il quale sto condividendo la maggior parte del mio tempo libero, a quella ragazza che dal dolce sorriso, senza ipocrisia ti dice sempre la verità senza farti rimanere male; a quella ragazza che non faccio altro che sognare e sognare ripetutamente giorno e notte.

    Non sono affascinato della sua strabiliate bellezza, ma al contrario… sono affascinato dalla sua dolcezza e dalla sua simpatia. Con metafore e similitudini cerco di fargli capire quello che io provo per lei, quello che desidero… ma lei.... purtroppo rifiuta continuamente il mio dolce affetto.

    Ogni tanto la fisso continuamente e desidererei baciarla… ma so di non poterlo fare! Non riesco per mia volontà e non riesco perché ho paura che lei possa arrabbiarsi e lasciarmi definitivamente.

    Non so mai se riuscirò ad averla, ma voglio che sappiate una sola cosa: “in tal caso… quello che conta è l’amicizia e da parte sua, sinceramente, mi basterebbe!”

    Prometto di…, vabbè! Buona notte a tutti, Danny.

     

    Alla persona coinvolta mando il mio più dolce bacio e il mio più grande abbraccio some segno di riconoscimento per tutta la buona pazienza che ha nei miei confronti.

    “I Love You” – Baci!!!

     

     

    N.B.: leggi le parole e capirai il significato di quello che voglio trasmetterti!

     

    E (V. Rossi)

     

    E...

    Vuoi da bere

    Vieni qui

    Tu per me

    Te lo dico sottovoce

    Amo te

    Come non ho fatto in fondo

    con nessuna

    resta qui un secondo

     

    E...

    se hai bisogno

    e non mi trovi

    cercami in un sogno amo te

    quella che non chiede mai

    non se la prende

    se poi non l'ascolto

     

    E...

    sei un piccolo fiore per me

    e l'odore che hai

    mi ricorda qualcosa

    va bè...

    non sono fedele mai

    forse lo so

     

    E...

    quando sento

    il tuo piacere che si muove lento

    ho un brivido

    tutte le volte che il tuo cuore

    batte con il mio

    poi nasce il sole...

     

    E...

    ho un pensiero che parla di te

    tutto muore ma tu

    sei la cosa più cara che ho

    e se mordo una fragola

    mordo anche te

     

    E...

    sei un piccolo fiore per me

    e l'odore che hai

    mi ricorda qualcosa

    va bè...

    non sono fedele mai

    ora lo so

     

    May 16

    Una professoressa per amica

    Un ricordo da ricordare…

    e una professoressa per amica

     

     

    “E tutti vivono,

    non grazie alla sollecitudine

    che hanno per se stessi,

    ma grazie all’amore

    che gli altri nutrono per loro”

    (D. Giuffrida)

     

     

    Mercoledì, 16 maggio 2007

    Lettera alla professoressa

     

     

    O

    ggi è il giorno più brutto della mia vita. Non avrei mai immaginato di poter soffrire come sta accadendo in questo momento eppure, forse quel giorno maledetto è arrivato.

    Non ho mai sofferto tanto in vita mia, neanche, quando mi sono accorto che la figura di mio padre sarebbe venuta a mancare per sempre nella mia famiglia.

    Non mi va più neanche di chiamarLa “prof.” dato che mancano solo quindici giorni a quel odioso e falso arrivederci.

    Non doveva farmi questo, purtroppo mi sono affezionato così tanto a Lei che il solo pensare di non poterLa più riabbracciare l’anno prossimo mi strugge, mi rattrista; mi frantuma il cuore in non so quanti piccoli pezzi.

    Grazie a Lei ho capito molte cose della vita, ho capito di che cosa è fatto il mondo, ho capito come devo dialogare con le persone, quando è giusto scherzare e quando è giusto essere seri, ho capito chi mi vuole bene  e chi invece mi prende in giro; ho capito tanto e forse tutto; ma purtroppo non sono mai riuscito a capire perché mi affeziono sempre alle persone buone che poi alla fine mi abbandonano.

    Oltre alla dolce figura di una professoressa di italiano, in Lei, ho sempre visto l’immagine di una seconda mamma, una mamma a cui confidare paure e desideri, una mamma a cui dire di tutto e di più. Come dimenticare quando per la prima volta siete entrati in classe.

    Era l’anno scolastico 2001/02 ed avevo gia capito che tipo di professoressa si presentava dinnanzi a noi.

    Oggi, confermo e ribadisco lo stesso concetto a distanza di cinque anni e non smentirò mai quanto per me Lei è stata importante; sia a livello familiare, psicologico che a livello scolastico.

    Forse non sarò riuscito a capire, quando è nato Napoleone e se era amico di Garibaldi, non sarò riuscito a capire la differenza tra Dante e Carducci, ma desidero che Lei sappia una cosa: sono riuscito a capire quanto è importante amare una persona, ma soprattutto perdonarla perché, nella vita tutti facciamo errori e tutti un domani saremo costretti a dire scusa a qualcuno.

    Ancora, come dimenticare quando quel famoso pomeriggio durante l’area di approfondimento Le ho parlato di mio padre e dell’imbarazzo che provavo nel dirgli “ti voglio bene” o ancora nel chiedergli dei soldi.

    Una cosa molto strana per molte persone, una cosa forse inconcepibile… ma per Lei molto evidente data la situazione che avevo avuto all’origine. Lei con un discorso molto sensato mi ha fatto capire di tutto e di più ed è da quel giorno, ed è grazie a Lei se oggi mando il messaggio a mio padre con la scritta “ti voglio bene” e se dico a mia madre che “lei è la donna più brava del mondo”.

    Dispiaciuto e malinconicamente ripenso, quando mi sono ritirato da scuola durante l’anno scolastico 2002/03 e tutti i sacrifici che Lei ha fato per me.

    Ricordo, quando Lei contattò mio padre per farmi ritornare a scuola, ma ormai già tardi, conscio di aver perso l’anno scolastico sono ritornato per darLe il rispetto e la stima che si meritava a dovere.

    Oggi rimpiango di aver perso quel maledetto anno scolastico per il solo desiderio falso di intascare un piccolo spicciolo, rimpiango di aver perduto del tempo trascorso da solo quando potevo trascorrerlo in Sua compagnia.

    Di errori ne ho fatti tanti, mi sono sempre definito più maturo degli altri ed invidioso di Roberta, ma ho capito che essere superiori ed invidiosi non porta a nulla, sennò all’odio e all’infelicità.

    E poi, come dimenticare tutti gli altri anni, come dimenticare il terzo anno quando mi avete dato una mano con geografia nel farmi mettere un voto più alto per un buon voto in qualifica; come dimenticare l’amore che mi Ha trasmesso attraverso una cattedra fredda.

    Tra i tanti ricordi emerge anche la data del 20/11/2006 quando mi ero illuso di essere riuscito a vincere il concorso. La prima fu Lei a sapere della mia “falsa” vincita e allo stesso modo fu Lei la prima ad essere stata informata che non sarei più partito per colpa della graduatoria.

    Non doveva farmi questo, non doveva fucilarmi alle spalle, non meritavo assolutamente di versare queste lacrime oggi. Sino ad oggi ho vissuto con armonia e felicità le sue ore scolastiche, ma adesso non vedo l’ora che finisca questo maledettissimo anno per poter piangere di nascosto senza che nessuno mi veda. In vita mia non sono mai stato così male, non ho mai versato lacrime; non ho pianto quando mio fratello ebbe l’incidente, non ho pianto per la bocciatura, non ho pianto mai… ma adesso è arrivato il momento! Ma sinceramente, avrei preferito che questo momento non sarebbe mai arrivato, o se sarebbe dovuto arrivare; averi preferito che sarebbe arrivato l’anno prossimo. E adesso che cosa ne sarà! Nessuno lo può sapere sennò quel bastardo destino.

    Non ho più voglia di riguardare neanche i progetti che abbiamo fatto assieme, non mi va di fare più niente, sennò quello di restare sul letto a guardare il bianco soffitto.

    Quest’anno per me rimarrà l’anno più bello della mia vita. rimarrà immortalato come: “l’anno dei progetti scolastici”, “l’ultimo anno”, lo ricorderò come “l’anno più bello della mia vita”.

    I numerosi progetti, come, “la Puglia Araba”, “l’IsissGazzetta”, “Cittadinanza Attiva”, “naturalmente… Civiltà Rupestre”, “Touring Taranto”, “Europa in Tour” rimarranno per sempre tra i miei ricordi e saranno i protagonisti di un ricordo emozionante di quella professoressa stupenda, che tra lo scherzo e la serietà, che tra l’amore e l’affetto ha insegnato ai suoi studenti che non basta studiare nella vita, non basta essere i primi della classe per vivere meglio nella vita…, quel che è importante è amarsi e questo lo si può fare solo amando ed ascoltando Veramente la dolcissima voce del cuore.

     

    Non ho più occhi per scrivere, quello che Le volevo dire gliel’ho detto, quello che volevo ricordare ho ricordato… ma purtroppo questo non fermerà di certo il Suo trasferimento.

     

    Con la speranza che anche questi alunni possano accettare il suo modo di insegnare allo stesso modo in cui ho fatto io, non posso fare altro che augurarLe un felicissimo buon inizio anno scolastico con la Sue nuove classi.

    Tristemente Le porgo i miei più affettuosi auguri!.

    Un abbraccio, il Suo alunno, Danny

     

     

     
    May 12

    Amico? ... ci devo pensare!

    E volte mi chiedo che cosa renda felice un uomo e mi rispondo facendomi un ragionamento che la felicità non è solo l’amore, i soldi e tanto altro ma anche l’affetto di una persona, la generosità, la cordialità, la fratellanza, l’affetto che una persona ti mostra.

    Penso che sono queste le felicità che rendono felice un uomo. Oggi ho capito quanto sono poco importante per le persone, quali sono i pregi che si nascondo dentro di me e i difetti.  Di pregi né ho pochi e di difetti ne ho molti… ma quei pochi pregi sono importanti per le persone.

    Quando voglio mi so rendere importante per le persone, un punto di riferimento impeccabile; ma quando voglio mi rendo anche abbastanza infantile e immaturo.

    Oggi ho avuto la dimostrazione che entrambi i difetti coronano la mia personalità; ma non solo ho capito questo, ho capito tanto altro… ho capito di come sono egoista e di come penso solo a me stesso. Pochi minuti fa pensavo di essere importante per le persone ma non meno di un secondo fa ho dovuto tramontare questi miei pensieri in quanto mi hanno detto che sono abbastanza egoista.

    Ma forse e vero, si; forse sono egoista. Forse è anche per questo che ho solo un amico, un amico fin troppo paziente con me, un amico che purtroppo non mi sfrutta come si deve molto probabilmente.

    Mi rendo utile per il passatempo, mi rendo utile… come dire, per trascorrere il sabato, per fare il buffone in classe, per essere il soggetto della classe… ma non sono assolutamente utile probabilmente per tutte quelle persone che si vogliono confidare e che vogliono un conforto.

    Dopo quest’ennesima lezione di vita ho deciso di prendere la mia strada, ho deciso di seguire la vita con i miei passi perché un domani non ci sarà nessuno che mi farà alzare quando cadrò.

    Fin oggi c’è stata una persona al mio fianco, ma da adesso è arrivato il momento che io percorra la mia vita con i miei soli passi. Un grazie a tutti coloro che ancora contano su di me e che sanno quanto io potrei essere importante.

    Grazie ancora, Danny

    May 08

    Visita a Manduria: una pagina di diario da non perdere

     

    UN VIAGGIO TRA MESSAPI

    E VERA E PROPRIA

    EUFORIA SCOLASTICA

    Ed

     ecco che purtroppo è finita questa splendida giornata all’insegna dell’escursioni della civiltà messapica e delle numerose soste all’insegna del divertimento, della cultura e del relax.

    Una giornata fuori dal comune, una giornata che fosse farà per sempre parte del mio album dei ricordi. Sono le 08,30 quando finalmente partiamo. Un lussuoso autobus, che più lussuoso non si poteva affittare, attendeva pazientemente l’arrivo dei quattordici studenti fortunati che in orario scolastico, con la scusa della classica visita d’istruzione, si stavano saltando quelle maledettissime ore scolastiche dietro quei maledettissimi banchi verdi.

    Tutto incomincia con “l’ape e l’orso”; questa era l’agenzia di noleggio autobus! Un’agenzia noleggio e che affittava scuolabus hai bambini della scuola materna. Appena abbiamo visto i mezzo locomotore, ci stavamo già pentendo di aver aderito alle visita d’istruzione, ma nonostante ciò, tra eccitazione e euforia, ecco che ci imbarchiamo e inizia il tour.

    Bene, inizia il tuor forse è una parola troppo grossa e al quanto anticipata. La professoressa che ci accompagna, ci aveva detto che dovevamo cambiare il pullman dato che era decisamente piccolo e che al contrario dovevamo prendere un bel Marcedes, con stereo, area condizionata e televisione.

    Bè! Arrivata tale comunicazione, se prima l’eccitazione era alle stalle adesso era alle stelle. Arriviamo alla sosta, un piccola attesa di circa 20 minuti ed ecco che arriva il mitico e tanto atteso super accessoriato Marcedes Banz. Un pulmino giallo oca con un grande stemma di lato, indovinate?: “l’ape e l’orso”…. Macchebello!!!

    Si! Era un Marcedes, aveva tutti i confort e tutti gli optional, aveva l’aria condizionata, aveva il televisore, aveva la radio, indubbiamente aveva anche i sedili… l’unica piccola ma nello stesso tempo grande particolarità era che: era strapiccolissimo, i posti a sedere era doverosamente contati a persona e la distanza dei posti, poteva mai essere grande quanto le gambe di un adulto? Certo che no, dato che le distanze erano state fatte rispettivamente per i bambini della materna…, quindi immaginate voi come i quattordici ragazzi abbiano potuto mettere in atto quello che viene chiamata “l’arte del contorsionista”!

    Nonostante questa piccola disavventura, tra finestrini chiusi, l’aria condizionata che ci immedesimava nel film “via col vento”, il sudore che fuori usciva da tutti i pori possibili del corpo umano… ecco che finalmente incomincia il mitico e tanto atteso tuor con “l’ape e  l’orso”.

    Ormai questo omonimo ci accompagnerà per tutto il viaggio! Ecco che interviene il mitico fotografo di bordo; indovinate chi è?... Io; che ogni cinque secondi ero pronto con la mia digitale a scattare diecimila foto sullo stesso punto… per dare un esempio al concetto, diciamo che assomigliavo a un paparazzo sputtanato!

    Incomincio con le foto e nello stesso momento vengo nominato dj dell’ “ape e l’orso” dato che ero alle prese con uno radio anni Trenta, un impianto acustico del secondo secolo a.C. e dei cd che lasciavano letteralmente desiderare. Durante il viaggio, per un primo moneto ci ha accompagnato un misto mix dance e nella seconda parte del programma ci ha accompagnato un simpaticissimo e deprimente disco di Gigi D’Alessio. Nonostante questa disavventura con la radio diciamo che i sorrisi continuavano a spuntare in maniera smisurata e disumana su tutti i volti dei partecipanti.

    Finalmente, dopo foto su foto, musica su musica, un autista in crisi tra casino e caos e una professoressa che a mala pena stava per prendere un fucile  a doppia canna , siamo riusciti ad arrivare ai “tanto attesi”: “scavi di Manduria”.

    Dopo circa un’ora di viaggio, ecco che tutti gli incontinenti si dirigono al bagno.

    Sembrava una processione, tutti in fila e tutti i bagno. Svuotata la piscina ecco che finalmente la professoressa di storia dell’arte ci presenta la guida turistica che, con un impappinamento di volali e sillabe ci dirige verso l’inizio del tour.

    Eravamo davanti al parco nazionale di Manduria dove potevamo assistere agli “scavi di manduria”. Apparentemente concentrati facciamo finta di ascoltare la guida turistica e di nascosto ci dilettiamo a fare le foto con la mia macchina digitale. Più tardi ci renderemo conto che forse era meglio se seguivamo la guida turistica dato che alla fine siamo stati costretti a sborsare quattro euro a testa. Ma senza far caso anche a questa parte, ci immergiamo nell’avventura. Visitiamo le tombe della civiltà messapica, ci sediamo e ci camminiamo anche sopra, commettendo dunque un sacrilegio tombale, ma tralasciando anche questo continuiamo il nostro percorso tra le splendide graminacee che adornavano il campi funebri e tra l’attesa di un bellissimo sciock anafillatico.

    Tra i quattordici partecipanti, come minimo dieci erano allergici… e quindi, potete immaginare voi come alla fine siamo usciti dai campi.

    La situazione si presentava tragica ma nello stesso tempo bella e ridicola. Vedevi ragazzi che lacrimavano senza motivo, che strizzavano gli occhi facendo finta di vedere quello che stava intorno, ragazzi che con la scusa di uno scock volevano ritornare al bus e mangiare e ragazzi che prima era pallidi e dopo un secondo ti accorgevi che erano diventati tutti rossi a chiazze disomogenee. Una situazione raccapricciante ma bella. Logicamente, l’allergia non è stato un ostacolo culminante per il mitico fotografo che si è dilettato a scattare foto disumane!

    La situazione degenerava da minuto a minuto. Ragazzi e ragazze che in un campo funebre, con le tombe in pietra, aperte, si dilettavano a fare le “olimpiadi messapiche 2007” con  il salto ad ostacolo funebre; dovevano saltare da una tomba all’altra.

    In sostanza si cimentavano a trovare la soluzione migliore per entrare velocemente nella tomba senza più uscirne!

    Tra sottopassaggi, borghi, maledettissime graminacee e tombe ecco che finalmente finisce il tour dello sciock anafilattico messapico. Una vista veloce alla chiesa di “non so chi sia” e poi il rientro al pulmino.

    In compagnia dell’ape dell’orso ci dirigiamo vero l’azienda vinicola della produzione del “primitivo di manduria”. Arrivati all’azienda veniamo avvisati che alla fine della visita potevamo moderatamente degustare le quattro specialità del “primitivo”.

    Dunque, incominciamo il giro all’interno della bellissima azienda; ma vi pare che tutti stavano attenti a quello che diceva Lisa? Certo che no!... la nostra mente vagava tra i tannini e il mosto del primitivo, stavamo già degustando col pensiero il vino, in poche parole…; non vedevamo che arrivasse il momento della degustazione. Arrivati alla conclusione come alcolizzati cronici ci dirigiamo verso il tavolo adornato da calici da degustazione e le quattro bottiglie di vino.

    Con la scusa di assaggiare il retrogusto primitivo del vino, con i calici in mano, che sembravamo tanti preti in attesa di celebrare la messa, ci facciamo riempire a quantità utile il bicchiere.

    Bene! Immaginate voi la situazione. L’esperto davanti a noi che si stava versando il vino nel calice, noi di fronte con i calici già vuoti e lei che dice: “non degustate subito il vino, prima vi devo spiegare come si fa un’analisi organolettica corretta dei quattro diversi vini… tutto per capire qual è la differenza che li rende omonimi”. Bene! Data la situazione ci rendiamo conto che tutti eravamo diventati ottimi sommelier. Dopo questa bevuta veloce e iper-megagalattica, vengono riempiti i calici nuovamente e ripetiamo la degustazione. La situazione era a dir poco allucinante.

    Vedevi giovani incompetenti che giravano vorticosamente quel calice sotto la luce facendo finta di capire cosa stessero facendo, ma la cosa più bella è quando si doveva porgere il calice al naso…, tutti concentrati facendo finta di capire cosa stessero facendo. Purtroppo la situazione degenera in un secondo in quanto senza capire nulla, senza capire la differenza dei quattro vini, senza capire qual era la differenza che li rendeva importanti, senza capire un tubo di nulla, versiamo il vino nel bicchiere, otto taralli in mano ed ecco che; tra un  tarallo e la bocca ancora impastata del tarallo beviamo come alcolizzati quello splendido vino. Al fine abbiamo solo capito che, abbiamo avuto il lusso di assaggiare il “primitivo di manduria”, ma non abbiamo capito nulla della differenza che li rendeva così “importanti”.

    Con le bollicine alla testa, tra cazzate e cantilene varie ci dirigiamo in un bar sperduto del paese.

    Tra supersonici panici al salame e prosciutto, tra mele e banane e tra Campari e atomi di idrogeno e ossigeno, divoriamo la nostra colazione a sacco.

    Tutti sul pulmino e via verso il mare. (meglio non ricordare)

    Dopo quello che vi descriverò potrete capire che l’alcolizzato cronico ero solo io dato che nell’euforia e tra eccitazione e inganno mi sono denudato delle mie vesti, e con i soli slip (che tra l’altro erano piccoli e brutti) mi sono fatto uno stupendo bagno tra le splendi acque “cristalline” della litoranea. Assurdo! Adesso capisco cosa significa essere pazzi!

    Senza stare a dilungare tanto questo discorso osceno, mangiamo uno stupendo tiramisù e ci dirigiamo verso la scoperta della “saline”.

    A solo scopo informativo è giusto informare che le “saline” erano dei torrenti dove si poteva trarre il sale da cucina. (mi ricordo solo questo ^^”).

    Alla compagnia messapica si aggiunge anche la figlia della professoressa. Una bella ragazza che si dilettava a capire cosa ci stesse passando per la mente in quei momenti euforici.

    Bene! Continuiamo il tour alla visita della torre di “non so chi sia” e della chiesa di “non me lo ricordo”. Stanchi e distrutti chiediamo implorando la professoressa di tornare a casa dato che eravamo distrutti.

    Veniamo accontentati. Sbarchiamo la professoressa di storia dell’arte e la sua bellissima figlia e ci dirigiamo versa la meta di destinazione.

    Volti stanchi e sconfitti nascondevano la tristezza e  la malinconia della fine del tour. Tutto finisce alle ore 18,00, un divertimento durato circa undici ore; una classe che non si è mai vista così unita e così pazzerella stava per concludersi.

    Con gli occhietti lucidi, un simpatico arrivederci e tutto alla… prossima puntata.

     

    Finisce così la nostra visita d’istruzione. Forse ho usato parole troppo sdolcinati… tanto lo so; tempo un giorno e la classe ricomincia con le bestemmie e maledizione tra compagni e compagni.

     

    Per chi non avesse capito la morale: in una classe è difficile non trovare discordanze, è difficile pensare all’insieme classe; ma questo è l’esempio di quando nell’invidia si nasconde l’amore; un amore che da vita al vero NOME DELLA CLASSE.

    Dunque… W la 4^B!!!

    Un bacio, Danny

     

     

    May 06

    dedicata a una persona

    Di noi

    vedo a terra i pezzi di un amore

    che hai buttato via

    sono resti di emozioni forti della vita mia

    caramelle troppo amare adesso da mandare giù

    Lo sai

    m'hai lasciato un grande vuoto

    dentro che non va più via

    per andare avanti devo dire è solo colpa mia

    qualche volta ti diventa amica pure una bugia..

    Quando due si lasciano

    vivi senza regole

    quanti giorni inutili

    che schiacciano i perché

    non si dorme più

    quando due si lasciano

    cambi le abitudini

    scrivi mille lettere

    segreti che nessuno leggerà

    ormai

    il convivere con lo star male non mi pesa più

    sei arrivato proprio a tutto quello che volevi tu

    tu che spingi sopra questo cuore

    per buttarlo giù

    quando due si lasciano

    vivi senza regole

    quanti giorni inutili

    che schiacciano i perché

    non si dorme più

    quando due si lasciano

    cambi le abitudini

    scrivi mille lettere

    segreti che nessuno leggerà

    ma quando passerà

    per credere che esiste ancora

    un sogno nella vita mia

    quando due si lasciano

    gli altri non ti ascoltano

    si diventa fragili

    e si piange subito

    quando due si lasciano

    in fondo non si lasceranno mai..  

    quando due si lasciano

    in fondo non si lasceranno mai..

     

    May 01

    Oltre l'infinito

    A volte mi chiedo cosa ci sia di bello nella vita, ci penso e poi alla fine mi rispondo.

    Le risposte rimangano dentro di me, di certo non sto qui a dirvele ma l’unica cosa che vi posso dire e che spero che i miei desideri si avverino.

    Da poco ho ricevuto un’offerta di lavoro a Foggia in qualità di secondo barman. Con l’occasione ho invitato anche una mia amica, e speriamo che tutto vada bene, così partiamo e ci facciamo questa avventura.

    Giorno e notte prego che anche lei venga presa, così almeno non potrò sentire la malinconia della lontananza dai miei cari e dai miei affetti.

    Sono particolarmente emozionato dal fatto che finalmente andrò a vedere nuovo posti; mi sento pronto… mi sento pronto di affrontare una nuova realtà, un nuovo lavoro, nuova clientela, nuove amicizie.

    Comunque… come sempre ho fatto la cazzata del secolo. Ero convinto che il mio amicone per questa estate non fosse qui ma che già sarebbe partito per l’università, ma invece, sono venuto a sapere ce lui partirà interno ai primi di settembre.

    Speravo di trascorrere più tempo con lui, ma invece mi sono condannato da solo… mi sto allontanando di mia spontanea volontà.

    Che scemo però che sono. E vabbè, che ci posso fare, tanto… non sarà questa piccola lontananza chilometrica a porre fine alla nostra grandissima e vivissima amicizia.

    Oggi finiscono le ferie scolastiche, da domani si ritorna sui libri e da domani si incominciano a prendere quei fantastici “2” dato che al ritorno abbiamo tre compiti in classe.

    Basta!!! Alla prossima mie giovanotti.

    E ricordate: l’amicizia non ti tradisce mai, l’amore si!