Danny's profileDanny Giuffrida (Lomiòn)PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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September 28 Viaggiando in amore
Un amore “carpèdiem”… … e tutto per uno scherzo!
Oggi, a distanza di circa un anno dal triste evento che ha tramortito per certi versi la mia vita sentimentale, mi ritrovo nuovamente qui, col cuore in fermento e con tanta voglia di amare.
Non avrei mai immaginato di trovare una ragazza come lei, con le sue caratteristiche… e, infatti non l’ho trovata come lei; l’ho trovata migliore. Una ragazza dall’accento leccese, dolce, sincera, senza pregiudizi e tanto meno spasmi d’umore; una ragazza come la desideravo, una di quelle ragazza che giorno dopo giorno provi a disegnare su un foglio di carta e tra i tuoi pensieri, ma, che poi, pensandoci sopra e guardandoti con faccia distrutta e sconsolata allo specchio, ti dici: “ma che cosa sto facendo?!!!”
Diciamo pure che questa fase di “pessimismo cosmico” leopardiano e di “amore platonico” dantesco sembra aver preso strade ben diverse di quelle che avevo immaginato io. Sono felicemente contento di aver trovato questo amore, ma, al col tempo mi rattristo alle volte perché penso e ho paura che un domani tutta questa favola shekspireana possa finire. Ormai la paura di affezionarmi a una ragazza, la paura di soffrire nuovamente per amore, la paura di non essere amato o ancor di più di esser lasciato per un “lui” migliore mi spaventa,; e mi spaventa ancor di più la paura di perdere la perla che ho trovato in mezzo all’oceano.
Spesso la notte invece di dormire, affondo le mie tristezze e preoccupazioni in interrogativi che nella maggior parte dei casi si presentano irrisolvibili; modello rebus o puzzle per persone con incapacità mentali; e dunque parole su parole che non fanno altro che farmi ragionare e pensare se questa è la cosa migliore che io stessi facendo. Alcune volte tutti i miei desideri tramontano nel momento in cui lei m dice che è inutile volare e decollare se alla fine non c’è una pista solida; è inutile decisamente fare il passo più lungo della gamba quando poi si può vivere la giornata alla giornata ed è inutile continuare ad amare se poi l’amore domani svanisce. Secondo lei l’amore non ha legge, l’amore è un “Carpèdiem”… un qualcosa che devi vivere giorno per giorno per paura che un domani possa finire e rimanere delusa di quel amore falso; l’amore è qualcosa da vivere giorno per giorno perché sicuramente un domani l’amore svanirà. A sentir queste parole inevitabilmente il mio cuore sembra aver trovato un frigorifero aperto; si è congelato nel sentire queste parole e dunque; se prima stavo volando e stavo facendo i passi più lunghi della mia gamba, adesso, ho deciso di “tastare bene il terreno”, come disse la Shekspire per telefono in una fredda notte di settembre per telefono e di non decollare più.
Forse il mio problema e la mia pecca è che mi affeziono presto alle persone ed insieme ad essa si aggiunge la mia gelosia e la mia permalosità; un cocktail di agitazioni che mi hanno fatto pensare molto e buttar al vento questo testo bianco. E se un domani finisce tutto? E se parte per Roma? Questi resteranno interrogativi che non saranno mai risolti e che resteranno frutto della mia perplessità e della mia tristezza giornaliera.
“… Ti penso sempre amore mio; tuo soldatino pensieroso; Lòmion”
Una goccia del tuo profumo basta a riempire la mia stanza. Un pò del tuo amore basta a colmare la mia vita. September 27 Un amore carpèdiemun amore "carpèdiem"
AMORE PER “SCHERZO”
Chi ha mai detto che l’amore bussava solo alla porta? Da oggi l’amore fa squillare anche il telefono!!!
Tutto incomincia in una calda estate di luglio, durante un campo addestrativo fucilieri a Lecce presso la scuola di cavalleria “Floriani”. Erano le 23.45, faceva caldo e non avevo alcuna voglia di addormentarmi in tenda sotto quella luna cuocente. Il caldo ci faceva fantasticare e dunque ecco che, io ed altri miei colleghi presi dalla voglia dello scherzo, impugnammo il mio cellulare e incominciammo a fare numeri anonimi. Le risate ovviamente erano all’ordine della notte, le lacrime scendevano sole dalle risate ed ecco che dopo quattro giri arriva il mio turno. Ecco che “Marco” chiama la sua ipotetica “Chiara” che avrebbe dovuto raggiungere il suo lui al Duomo di…; no so quale posto. La giovane intraprendente "Chiara" dall’accento leccese, non sapeva assolutamente che il suo cellulare sarebbe potuto suonare da un momento all’altro nel cuore della notte ma, a maggior ragione, la “Chiara” non si sarebbe mai immaginata che dall’altra parte c'era un ragazzo che di lì a poco si stava per innamorarsi della sua voce. Dunque; si danno il via alle danze. Una telefonata di circa 50’ e la sua voce continuava a farmi vagare tra i dolci meandri di quel impossibile amore che sarebbe potuto nascere tra due telefoni riceventi per sbaglio. Tutti intorno a me che ridevano e io; come un ebete, passo dallo scherzo, a sentirmi decisamente coinvolto dalla sua voce. Volevo non far capire nulla a nessuno ma la cosa era troppo evidente; mancava una seconda girata per esser del tutto cotto. Tutti a letto dato poichè si erano fatte le 3 del mattino anche perché a breve dovevamo alzarci per andar a far l’addestramento. La domenica seguente, mio primo pensiero è stato lei. Dopo che avevo finito di lavorare, chiesi il permesso di allontanarmi per andare a fare una ricarica al cellulare dato che avevo consumato la bellezza di ben otto euro la sera prima. Col tremolio alle gambe, la voce cupa e la contentezza nel poterla risentire, ore 13,45 digito nuovamente il suo numero ed ecco che, non al primo ma al secondo tentativo mi risponde. Perplessa e in dubbio continua volenterosa la discussione vaga con me, facciamo amicizia e dunque ci promettiamo di incontrarci in futuro per rivivere il momento bizzarro con il quel ci siamo conosciuti. Leghiamo una stretta amicizia con telefonate su telefonate, mms su mms, complimenti a destra e a manca, messaggi e cose varie; ovviamente anche litigi su litigi che tramontavano dopo un giorno con una telefonata e senza ricordar poi alla fine il motivo per il quale avessimo litigato. Organizziamo di vederci dal 20 al 24 agosto; prendo le ferie per lei e mi ritrovo con ferie in corso, lei impegnata e un estate che stava finendo. Decido di trascorrere le mie ferie lavorando in Sicilia e nel col tempo decido arbitrariamente di non sentirla più dato che mi stavo decisamente innamorando di lei. Ore 24.15 mi telefona dopo quattro giorni, io ero sul pullman e lei, nel sentire che stessi andando via si rattrista arrabbiandosi con me. Decisamente io ero più arrabbiato di lei e non mi importò più di tanto quello che lei avesse avuto da dire; chiudo il telefono mi chiudo in me stesso e mi prometto di non sentirla più. Canzoni, lettere e libri sembravano parlar sempre di lei fin quando una sera non decisi di togliere il masso che avevo messo sulla nostra relazione e dunque di richiamarla. Il tutto si sistema nuovamente, ovviamente coronato e incorniciato da litigi quotidiani… ma il carretto “love story” continuava a procedere barcollando. Arriva il giorno della rafferma, avevo deciso di non sentirla più; mi faceva male la sua voce e la sua dolcezza e dunque decisi arbitrariamente che non avrei mai più digitato il suo numero sul mio telefono. Un messaggio inviato a lei per errore allaccia nuovamente il legame perso. Una telefonata da parte sua affondata in lacrime di tristezza dichiara il Suo amore nei confronti del vecchio “Marco” siculo e dunque tra due “ti amo” molto vaghi decidiamo di incontrarci. Parto in licenza ordinaria; litighiamo nuovamente e dunque mi faccio croce convinta che di lei non ne avrei più voluto sentire. La notte passava sconsolata tra messaggini innocui, tristi e malinconici; tra lacrime e singhiozzi; tra ricordi e amori falsi. Stremati dallo stress psicologico ci addormentiamo.La mattina seguente mi alzo più triste del solito, un suo sms mi illumina la giornata. Valige fatte in fretta, un saluto sotto voce, mi farò sentire io dissi a mia madre… ed ecco che faccio rotto alle 11,40 dalla stazione di Taranto col regionale 3609 per Lecce. Ovviamente lei sapeva tutto. Arrivo a maglie alle 14.26 col regionale locale 615/A, mi dirigo al bad and breakfast e attendo ansiosamente il suo arrivo. Scoccano le ore 18.57… bussano alla porta e… [le foto parlano da sole] |
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